Quante razze di cani esistono davvero?
Oggi la FCI riconosce 364 razze canine, mentre l’AKC ne riconosce 205: i numeri non coincidono perché ogni organizzazione ha criteri e tempi di riconoscimento diversi. In Italia, il riferimento principale è l’ENCI, che segue la classificazione FCI.
Quando ci si chiede quante razze di cani esistano, la risposta più corretta non è un numero secco, ma una spiegazione. Questo perché non esiste un unico catalogo mondiale valido per tutti, il numero cambia in base all’organizzazione cinofila che le riconosce.
La Fédération Cynologique Internationale, che è il riferimento più usato in Europa e quindi anche in Italia tramite ENCI, riconosce oggi 364 razze. Negli Stati Uniti, invece, l’ American Kennel Club ne riconosce 205 . Questo non significa che alcuni cani “esistano” in un paese e in un altro no, ma semplicemente che i percorsi ufficiali di riconoscimento sono diversi.
Dietro al concetto di razza non c’è solo l’aspetto estetico. Una razza è un insieme di caratteristiche fisiche, comportamentali e funzionali che vengono fissate in uno standard. In pratica, ogni razza ha una descrizione ufficiale che definisce struttura, taglia, mantello, movimento e temperamento ideali. Per questo motivo un Labrador, un Levriero e un Barboncino non sono solo “cani diversi”, sono il risultato di selezioni precise, nate nel tempo per compiti differenti, come caccia, guardia, compagnia, pastorizia o lavoro in acqua.
Un altro aspetto interessante è che le razze non sono messe tutte nello stesso calderone, ma vengono suddivise in gruppi.
La classificazione FCI, per esempio, è organizzata in 10 gruppi: ci sono i cani da pastore, i molossoidi, i terrier, i bassotti, i cani da caccia, i cani da compagnia e così via. Questa divisione serve a capire meglio non solo l’aspetto del cane, ma anche la sua origine e la funzione per cui è stato selezionato.
Perché il numero delle razze canine può cambiare nel tempo
Quando si parla di razze canine, si immagina spesso un elenco fisso, chiuso e definitivo. In realtà non è così. Il mondo delle razze è molto più dinamico di quanto sembri, perché il riconoscimento ufficiale di una razza non avviene in automatico, è il risultato di un percorso lungo, fatto di selezione, standardizzazione e diffusione nel tempo.
Perché una razza venga riconosciuta, non basta che esistano cani simili tra loro. Serve che quelle caratteristiche restino stabili nel tempo, sia dal punto di vista fisico sia da quello comportamentale . In altre parole, deve esserci una popolazione abbastanza omogenea e coerente, capace di trasmettere in modo costante certi tratti da una generazione all’altra.
Alcune razze, infatti, vengono inizialmente osservate e accettate in forma provvisoria , proprio perché devono ancora dimostrare una certa stabilità nel tempo. Altre, invece, ottengono il riconoscimento definitivo solo dopo anni, a volte perfino decenni, quando il lavoro di selezione è ormai consolidato. Questo significa che una razza può esistere già da molto, essere allevata e conosciuta in un determinato territorio, ma non essere ancora riconosciuta ufficialmente a livello internazionale.
Curiosità: una razza può esistere da anni prima di essere riconosciuta
La cosa forse più sorprendente è proprio questa: una razza può essere presente e allevata da molto tempo prima di comparire negli elenchi ufficiali. In alcuni casi passano anni tra il primo standard e il riconoscimento definitivo. Questo rende il mondo cinofilo ancora più interessante, perché dietro ogni razza non c’è solo un aspetto fisico da catalogare, ma una vera storia fatta di territorio, selezione, pazienza e identità.